Questioni principali

Praticare un’agricoltura più sostenibile significa applicare all’agricoltura i principi dello sviluppo sostenibile.[1]

L’agricoltura sostenibile risulta essere economicamente vitale e socialmente equa nel rispetto dell’ambiente e della salute.

Perché?

Perché, oggi, i metodi tradizionali a tendenza intensiva[2], presentano i loro limiti sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo e hanno numerosi effetti nefasti su:

  • L’ambiente[3], in termini di consumo d’acqua (con più di due terzi del consumo umano d’acqua destinato all’agricoltura), in termini di inquinamento dell’acqua, delle pressioni sulla biodiversità, del degrado del terreno, delle emissioni di gas ad effetto serra …
  • La salute, la malnutrizione è per esempio la causa principale del 45 % della mortalità infantile nel mondo[4].
  • L’economia, con i fenomeni di volatilità dei prezzi e di speculazioni sui mercati mondiali agricoli, che nel 2007-2008 hanno portato a vere e proprie sommosse a causa della fame.

Perché, ad esempio, inquinare il terreno con dei prodotti chimici per poi mettere in pratica dei processi di decontaminazione costosi con l’obiettivo di proteggere la nostra salute, quando esistono dei metodi di produzione meno inquinanti e meno pericolosi?

Come?

Tendere verso un’agricoltura più sostenibile significa ripensare i nostri metodi di produzione agricola al fine di:

 

  • Preservare la disponibilità e la qualità dell’acqua
  • Proteggere la Biodiversità
  • Limitare l’erosione del suolo
  • Contribuire a un ambiente più rispettoso della salute
  • Preservare e valorizzare i paesaggi
  • Ridurre i rischi naturali come gli incendi e le inondazioni.

Tutto questo, garantendo una produzione sufficiente per tutti, è in grado di far fronte alle numerose questioni poste dalle evoluzioni demografiche, ma anche climatiche. Cf pagina cifre chiavi.

Per raggiungere questi obiettivi esistono dei nuovi metodi di produzione e sono in corso numerose riflessioni e sperimentazioni

Probabilmente avrete già sentito parlare, ad esempio, di agro-ecologia, di agricoltura biologica, di permacultura? Se non l’avete mai fatto, il sito del movimento Colibri pubblica una piccola spiegazione di queste tre pratiche, in modo molto semplice.

L’obiettivo di questi metodi è di controllare l’utilizzo di pesticidi e di fertilizzanti chimici rimpiazzati da prodotti organici o biologici, oltre ad assicurare un maggiore controllo del ciclo di produzione, dell’utilizzo dell’acqua e dell’ottimizzazione dei rifiuti.

L’agricoltura sostenibile mira ugualmente all’utilizzo delle risorse naturali locali e alla riduzione della produzione di rifiuti non riutilizzati creando delle interdipendenze con altre attività economiche.

Le questioni legate all’agricoltura sostenibile sono, peraltro, indissociabili dalle questioni alimentari e dello sviluppo sostenibile dei territori

Anche vivendo in città è possibile supportare l’agricoltura sostenibile, incoraggiando le iniziative locali (comprando, ad esempio, direttamente dal produttore oppure in negozio, i prodotti dell’agricoltura che adottano un tipo di produzione sostenibile).

Inoltre è possibile lavorare un pezzo di terra da sé, su piccola scala in città, creando il proprio orto o anche sul proprio balcone.


[1] Sviluppo sostenibile: sviluppo che “risponde ai bisogni del presente senza compromettere la capacità delle generazioni future di rispondere ai propri bisogni. Due concetti sono inerenti a questa nozione: il concetto di “bisogno”, e più in particolare di bisogni essenziali dei più poveri, ai quali è necessario dare la priorità; l’idea dei limiti che lo stato delle nostre tecniche e della nostra organizzazione sociale impongono sulla capacità dell’ambiente di rispondere ai bisogni attuali deve ancora venire,  Rapporto Bruntland “Notre avenir à tous”, 1987

[2] Definizione di Agricoltura intensiva sul sito della Commission européenne

[3] Fonte: l’eccellente dossier della FAO “Perspectives pour l’environnement”

[4] Fonte: Note d’orientation stratégique pour la Conférence Interministérielle sur la «Coopération Sud-Sud au delà de la CIPD et les OMD», Pékin,Chine, 22-23 octobre 2013. Agriculture et sécurité nutritionnelle : l’amélioration de la santé passe par une meilleure sécurité nutritionnelle.

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