Leggere le etichette

E se leggessimo le etichette?

Mangiare prodotti freschi è bello, ma siamo portati molto spesso a consumare prodotti già in parte preparati e confezionati: la pasta, il miele, le uova…non resistiamo a volte davanti a un buon pacchetto di dolciumi, e allora?

Boisson locale - Aubrac, France

Bibita locale – Aubrac, Francia

Ebbene, anche in questi casi si può scegliere di godere di qualcosa di buono pur producendo un minore impatto ambientale, ponendo maggior attenzione alle condizioni di produzione. E per fare ciò, è sufficiente leggere le etichette e guardare attentamente:

  • L’origine del prodotto – per esempio, non è raro trovare un buon miele biologico, ma che proviene in effetti da diversi Paesi nel mondo. In quel caso tanto vale optare per un buon miele di montagna.
  • L’elenco degli ingredienti: per esempio per certe zuppe prefabbricate che hanno solo il 30 % dei legumi.
  • La presenza di additivi alimentari (coloranti…), cioè “tutte sostanze che non sono consumate normalmente, in quanto derrate alimentari in sé e non solitamente utilizzate come ingrediente caratteristico di un alimento”[1] utilizzati per migliorare il gusto o l’aspetto e che possono avere degli impatti negativi per l’ambiente o la salute.
  • La presenza di conservanti (solfiti, parabeni…)
  • Le etichette – certe etichette permettono di sapere se i prodotti comprati utilizzano o meno certe sostanze, o se sono coltivati o allevati in un modo specifico (biologico, all’aria aperta, attraverso il commercio equo…)
  • I confezionamenti – anche in questo caso alcuni prodotti sono molto meno confezionati rispetto ad altri e con dei materiali più facilmente riciclabili.

Al riguardo, giacché si tratta di un argomento molto complesso, vi raccomandiamo la lettura della pagina web del sito dei negozi biologici Cuorebio oppure dell’eccellente dossier (in francese) Lettura delle etichette e del confezionamento alimentare del dicembre 2011, pubblicato sul sito dell’Accademia di Strasburgo.


[1]Fonte: CODEX STAN, Norme generali per l’etichettatura delle derrate alimentari preimballati

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