Meno carne, ma di migliore qualità

Vaches de l'Aubrac

Mucche dell’Aubrac

E se mangiassimo meno carne e privilegiassimo quella di qualità?

Nel mondo, nel 2007, secondo la FAO, in media un individuo mangia più di 41 kg di carne all’anno con importanti disparità tra i paesi cosiddetti “sviluppati”, dove gli abitanti consumano in media 82 kg di carne all’anno e i paesi detti “in via di sviluppo”, dove gli abitanti consumano in media 31 kg di carne all’anno.[1] E, sempre secondo la FAO, nel 2050 “il consumo di carne aumenterà di circa il 73% e il consumo di latticini del 58% in rapporto ai loro rispettivi livelli annuali”[2]. Tutto ciò connesso al fatto che le emissioni di gas ad effetto serra prodotte dall’allevamento aumentano a “7,1 giga tonnellate di CO2 all’anno, equivalente al 14,5 % di tutte le emissioni di origine umana”[3] e che la pressione esercitata dal settore sulle risorse naturali è in crescita (acqua, terre coltivabili…).

Una delle soluzioni è di ridurre il consumo di carne, e per i golosi di insaccati e per i “carnivori”, di rimediare privilegiando le carni di buona qualità.

Più informazioni sul consumo e la produzione di carne sul rapporto di Friends of Europe 2014 “Meat Atlas” (in inglese).

Meat Altlas-Expo2015


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