Alimentazione e abondanza frugale

Per un’abbondanza frugale nell’alimentazione!

Conferenza Serge LatoucheQuale è il legame tra cibo e decrescita? Ho avuto la risposta assistando all’ultimo incontro tenuto al Piccolo Teatro Grassi di Milano, con il famoso Serge Latouche, il 17 marzo, nell’ambito del ciclo di conferenze organizzate dalla Fondazione Corriere della Sera intitolato “Convivio, a tavola tra cibo e sapere.

Serge Latouche è un economista francese, sostenitore della decrescita e della rilocalizzazione. Durante questa lettura è intervenuto sull’alimentazione e l’abbondanza frugale. A questa domanda Serge Latouche ci espone prima la definizione dell’alimentazione di Carlo Petrini, fondatore del movimento slow food: “l’alimentazione è una disciplina totale che tocca l’agricoltura, l’economia, l’arte culinaria e l’ecologia”. Infatti se la società va male, l’alimentazione va male.

Critica delle conseguenze negative della crescita e dei suoi eccessi

Serge Latouche denuncia la nostra società di crescita che poco a poco si è lasciata “fagocizzare”  da un’economia di crescita dove il motto principiale è “crescere per crescere” con un fenomeno di tripla “illimitazione” (per citare il neologismo di Serge Latouche):

  • Illimitazione della produzione
  • Illimitazione del consumo
  • Illimitazione dell’inquinamento (con una produzione di rifiuti e uno spreco sempre più importante)

Questi eccessi riposano su tre leve: la pubblicità che fa nascere e amplia il desiderio, il credito che ci conduce a spendere sempre più, e l obsolescenza programmata dei prodotti che spinge a rinnovare costantemente i nostri acquisti.

Il doppio impatto di questa società di eccessi sull’agricoltura

Serge LatoucheIn primo luogo “l’illimitazione” della produzione e del consumo ha condotto ad adottare un’agricoltura produttivistica. Quest’ agricoltura ad alta intensità è distruttiva e riposa sulla monocultura, i pesticidi, gli OGM e l’irrigazione eccessiva.

Inoltre, c’è anche un impatto terribile sulla salute, la natura (desertificazione dei suoli) e in fine la vita quotidiana del’Uomo.

Per esempio, Serge Latouche ci spiega che per produrre un kilo di bistecca  bisogna sei litri di petrolio (trasporto, congelazione). C’è anche un fenomeno di privatizzazione della terra che mette in difficoltà i contadini.

“Mangiare diventa un atto sempre più pericoloso”

Con la junk food e la moltiplicazione dei fast food si mangia sempre più sale e zucchero e assistiamo a una macdonaldizzazionedel mondo. Le conseguenze di questa nuova dieta transnazionale sono degli impatti terribili per la salute, l’aumento del numero di obesi, delle malattie cardiovascolari, del cancro e dello stress. Oggi ci sono 600 milioni di obesi nel mondo e 845 milioni di affamati[1] 

L’obsolenza alimentare, lo spreco: caratteristiche delle nostre società occidentale

Una sala piena per Serge!  ;)

Una sala piena per Serge! ;)

La grande distribuzione crea anche una forma di obsolescenza alimentare con la data di scadenza dei prodotti e conduce a uno spreco gigantesco di cibo, per esempio i supermercati in Francia buttano due milioni di kili di pane al giorno. Lo spreco annuale di cibo in Francia è di 50 mila tonnellate.

Poi adesso la gente consuma senza sapere sempre da dove viene il prodotto. La catena di produzione è poco chiara per alcuni prodotti e questo diventa una fonte di scandali alimentari (l’ultima in data è quello della carne di cavallo venduto come carne bovina in Francia in 2013).

Qualche dato sul spreco:

  • 1.3 miliardi di tonnellate di cibo sono sprecate per anno, l’equivalente di 1/3 della produzione mondiale di prodotti alimentari (Fonte: FAO)
  • Lo spreco domestico in Italia rappresenta 8.7 miliardi di euro di cibo buttati all’anno, sia 0.5 punto del Pil italiano (Fonte Ministero dell’ambiente italiano su dati di Last minute market).

L’abondanza frugale come soluzione?

libro Serge LatoucheL’abondanza frugale si può definire per riprendere i termini di Jean-Baptiste de Foucauld come un’efficacità economica senza il superflu che distrugge il pianeta, il lavoro, e le solidarietà. Serge Latouche presenta il suo concetto di decrescita, come un’idea provocatrice contro quest’ossessione della crescita infinita su un pianeta dove le nostre risorse sono limitate. L’idea non è di avere un crescita negativa ma di non consumare le risorse più velocemente che il pianeta ci mette a rigenerarle.

Secondo Serge Latouche dobbiamo rilocalizzare la produzione di cibo. Il movimento Slow Food incarna la parte culinaria della decrescita dove si ritrova quest’arte di mangiare bene in modo conviviale. Carlo Petrini ha detto giustamente che “mangiare è diventato un arte agricolo, se non un arte politico”. E Serge Latouche ci incoraggia a ridare un senso sacrato al cibo, inteso non come un senso religioso, ma come un dono della terra ai suoi abitanti:

“Che il nostro alimento sia il nostro sacramento!”

Per sapperne di più, potete leggere il libro di Serge Latouche: Per un’abbondanza frugale. Malintesi e controversie sulla decrescita, Torino, Bollati Boringhieri, 2012

Juliette

Image Juliette

 [1] Dati aggiornati sulla fame e l’obesità sul sito del Organizzazione mondiale della sanità, sulla fame sul sito del Programma alimentare mondiale

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