Brunch sostenibile:golosità, località, pazienza e coraggio al menù

Intervista di Matthias Behar, CEO di Brunch Me Up. Tablier_cuisine

Matthias ha 25 anni e lavora da piú di un anno alla creazione di un’impresa di consegna di brunch a domicilio nella città di Aix en Provence. Il funzionamento della sua azienda si inserisce anche in una prospettiva di sviluppo sostenibile. Come conciliare, allora, il piacere di assaporare un brunch con l’alimentazione sostenibile?

Ecco un’intervista che vi permetterà di saperne di piú!

Come hai avuto l’idea di mettere in pratica questo tipo di impresa?

Era una domenica mattina, a Lille, faceva freddo e il mio frigo era vuoto. Ci è venuta allora l’idea di andare a fare un brunch con degli amici, ma era impossibile trovare un posto: tutto era pieno. Ho realizzato che c’era un mercato sulla consegna a domicilio di brunch.

Quali sono i principali ostacoli che hai dovuto affrontare per la realizzazione del tuo progetto?

Prima di tutto la regolamentazione, in particolare circa le norme d’igiene e di sicurezza.

In secondo luogo la difficoltà di trovare l’informazione che cercavo. C’erano degli interlocutori con cui mi confrontavo, ma questi non sempre avevano delle risposte alle mie domande.

Infine, la gestione del tempo: ho dovuto imparare ad organizzarmi da solo, rispettare una pianificazione, essere il datore di lavoro di me stesso. Questo non è molto facile, specialmente per tutti gli aspetti amministrativi che comporta la creazione di un’impresa, per esempio, ci vogliono in media sei mesi per sbloccare una sovvenzione. È quindi difficile lavorare con degli attori che non hanno le stesse priorità. 

In che modo il tuo progetto si inserisce nell’ambito delle pratiche relative allo sviluppo sostenibile?

Brunch me up si basa su tre dimensioni:

Il prodotto: per me, un buon prodotto è un prodotto ben coltivato, quindi fresco, di stagione e derivato da una produzione locale. Preferisco prendere un prodotto coltivato localmente, piuttosto che prendere un prodotto bio, ma che viene dalla Cina, dall’India o dal Brasile, per esempio. E’questo il criterio che adotto per selezionare i miei fornitori, sia direttamente, sia attraverso degli intermediari che conoscono bene i produttori.

Il “fatto in casa”: ci mettiamo d’impegno affinché tutto sia prodotto da noi e affinché i nostri prodotti siano di stagione (e non surgelati).

Un’impresa rispettosa dell’ambiente:  Ci tengo al fatto che il funzionamento di Brunch me up non produca delle esternalità negative (o almeno che ne produca il minimo possibile). Utilizzeremo dunque delle macchine elettriche per consegnare i brunch per evitare l’inquinamento acustico e dell’aria. In particolare a Aix, dove ci sono molte piccole viuzze, uno scooter elettrico sarà più indicato. Inoltre, consegneremo i nostri prodotti in confezioni riciclabili o riciclate. Metteremo in pratica anche un sistema che incentiva il riciclo dei materiali. Per esempio, per ogni cinque vasetti di yogurt riportati, verrà offerto un muffin nel prossimo brunch (economia circolare). Per i prodotti non venduti si prevede, inoltre, di fare dei partenariati con delle associazioni benefiche, affinché si possa produrre il minor spreco possibile.

Per te, cosa significa alimentazione sostenibile?

È, in primo luogo, un’alimentazione che è buona qualitativamente, che si deve poter mangiare con gusto. Inoltre, sono dei prodotti che sono coltivati in modo ragionevole come ho detto precedentemente. Personalmente preferisco comprare dei prodotti presso un fornitore che utilizza un modo di produzione locale e rispettoso dell’ambiente, ma che non ha per forza il marchio bio, piuttosto che un prodotto bio che proviene dall’altra parte del mondo. Un’alimentazione sostenibile è anche un’alimentazione che si adegua alle stagioni: il menu di Brunch me up cambia ogni due mesi per includere i prodotti di stagione.

Il nostro obiettivo è anche avere una relazione sostenibile con i nostri fornitori, non saremo in una logica di far abbassare i prezzi o di estendere al massimo la scadenza dei nostri debiti nei confronti dei fornitori, ma cercheremo di instaurare un rapporto di confidenza, poiché i fornitori sono il primo anello della catena per il buon funzionamento di Brunch me up.

puree de legume

Concretamente, quali costrizioni o vantaggi tecnici implicano queste scelte (quale impatto in materia di prezzi, ad esempio)?

Scegliere dei prodotti di stagione può essere, a volte, un ostacolo. La stagionalità dei prodotti è soggetta a certe costrizioni, in particolare, climatiche, che possono avere un impatto sulla consegna dei prodotti che aspettiamo. Bisognerà, quindi, dar prova di una buona capacità di adattamento.

Inoltre, i prodotti di stagione si conservano meno a lungo, dunque bisogna cercare di ordinare il giusto e di avere il meno invenduto possibile.

Come vantaggio, la buona conoscenza dei fornitori ci permette di limitare, specialmente, i rischi sanitari. In termini di prezzo, questo non ha un grande impatto poiché si opera con prezzi all’ingrosso e non con prezzi al dettaglio.

Questo rende più facile o più difficile da gestire?

Il fatto di voler creare prodotti fatti in casa, è sì più difficile da gestire, prenderà più tempo e costerà più caro, ma ci tengo a che questo rimanga il mio marchio di fabbrica.

Qual é il tuo pubblico target?

Per i privati, i giovani tra i 25 e i 35 anni, in coppia o celibi senza figli che esercitano una libera professione, gli impiegati cosí come gli studenti. Poi ci sono le imprese di servizi, quindi tutto il polo giuridico di Aix en Provence (avvocati, tribunali), le amministrazioni, le imprese sulla zona industriale in pieno centro e in periferia. In totale sarà un pubblico target di 80 000 persone.

Come conti di comunicare?

Per i privati, attraverso una campagna di distribuzione di volantini per le strade e una campagna di affissione. E poi, per internet, attraverso il mio blog (http://brunchmeup.fr/blog/)  e attraverso dei partenariati con altri blog. Conto anche di organizzare una caccia al tesoro con dei flahscode che riconducono al mio sito.cake sale

Hai sentito parlare dell’esposizione universale del 2015?

No, non prima che tu me ne parlassi.

Quali sono, secondo te, i messaggi che possono attivare i giovani verso un’alimentazione sostenibile?

Un’idea sarebbe di comunicare i prezzi di frutta e legumi, mostrando che è vantaggioso acquistare dei buoni prodotti di stagione, coltivati bene e in quantità ragionevoli.

Grazie Matthias di aver risposto alle nostre domande, ti auguriamo il meglio per il tuo Brunch me up!

Juliette

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