Cosa significa consumo di cibo sostenibile e come promuoverlo? Intervista a Stefanos Fotiou, Capo dell’unitá “Cittá e stili di vita” dell’UNEP

Consommer durable Alimentazione sostenibile definizioneCosa significa stile di vita sostenibile e consumo sostenibile? Qual è la definizione pratica quando si parla di consumo di cibo (significa mangiare organico, locale, stagionale, essere vegetariano?) e come promuovere abitudini di consumo piú sostenibili?

Durante la mia visita a Parigi in settembre, ho incontrato Stefanos Fotiou che lavora per l’UNEP (il Programma Ambientale per le Nazioni Unite) ed è un esperto di queste tematiche [1]. E’ stato molto interessante parlare con lui e mi ha dato un sacco di spunti!

Lucia

Come promuovere “stili di vita sostenibili”?

L’operato dell’UNEP riguardo le tematiche del consumo sostenibile è relativamente nuovo ed è aumentato negli ultimi 10 anni. Originariamente, il focus dell’organizzazione era legato maggiormente a questioni legate alla produzione e a come ridurre gli impatti ambientali dei vari settori: chimico, turistico, etc.

E’ molto difficile lavorare dal lato del consumo. Si possono promuovere dei modelli di consumo sostenibili principalmente attraverso delle politiche, con tre principali tipi di azioni:

-          Cambiare gli standard e le norme che si applicano ai prodotti;

-          Cambiare gli strumenti fiscali ed economici (incluso la tassazione) e l’uso di incentivi come pagamenti per servizi ambientali;

-          L’istruzione, la coscienza e politiche di advocacy

prix nourriture durable prezzo cibo sostenibileLa leva piú efficiente di cambiamento nei modelli di consumo rimane il trasformare i prodotti che hanno un impatto negativo sull’ambiente, meno desiderabili e non attrattivi (incluso renderli piú costosi), e rendere piú convenienti, ampiamente disponibili ed economici i prodotti che hanno un impatto minore. Ma ogni politica che ha un impatto sul prezzo dei prodotti e dei servizi non dovrebbe danneggiare il reddito delle persone piú povere e la loro capacitá di consumare prodotti e servizi di base.

Per promuovere il consumo sostenibile, è essenziale identificare innanzitutto le sue determinanti. Adottare uno stile di vita sostenibile dipende in parte dalle nostre scelte di tutti i giorni. Dipende anche dal luogo in cui viviamo, dall’accesso alle risorse; la disponibilitá di scelte è differente se si vive in Cina, nell’Unione Europea o in Africa. Un’altra determinante è l’istruzione e il curriculum per la sostenibilitá. In questo senso, l’UNEP sta lavorando molto sull’integrare le questioni legate alla sostenibilitá nei curricula scolastici.

Città viste dal cielo

Città viste dal cielo

Agire al livello delle cittá è essenziale per promuovere modelli di consumo sostenibili

Nel 2030, circa l’80% della popolazione vivrá in cittá. Le cittá possono essere viste come un problema per l’ambiente, poiché sono responsabili dei grandi impatti ambientali.  Per esempio, circa due terzi delle emissioni di gas a effetto serra sono generati dalle cittá.

Ma allo stesso tempo, le cittá possono rappresentare una soluzione poiché possono promuovere attivitá su grande scala  e hanno anche effetti di agglomerazione. Una soluzione implementata nelle cittá è in grado di ottenere un enorme effetto sulla riduzione degli impatti ambientali. Per esempio, legare la gestione dei rifiuti alla produzione energetica potrebbe avere un impatto su migliaia di persone.

E la definizione di cibo sostenibile?

Quando si parla di consumo di cibo sostenibile è importante innanzitutto distinguere tra la produzione di prodotti alimentari essenziali (cereali, latte, ect.), che necessitano di un aumento per essere in grado di sfamare la popolazione in un mondo in cui nel 2050 saremo piú di 9 miliardi, e altri tipi di cibo.

Promuovere la produzione sostenibile nell’agricoltura è essenziale, come promuovere l’agricoltura organica. Ma non sono sicuro che l’agricoltura organica permetterá di coprire i bisogni alimentari della popolazione mondiale. L’agricoltura sostenibile – in cui è usata meno acqua, energia e pesticidi – è una soluzione complementare che puó essere promossa su ampia scala. E dobbiamo promuovere tecniche agricole sostenibili in tutta la produzione di prodotti alimentari.

Un altro livello di azione sta nel ridurre lo spreco alimentare, in particolare nei paesi industrializzati e nelle grandi cittá sia nei Paesi sviluppati che in quelli in via di sviluppo. I consumatori hanno un importante responsabilitá, ma dev’essere presa in considerazione anche la responsabilitá dei negozi al dettaglio e altri commerci. Dobbiamo anche cominciare a contrastare le abitudini incontrollate del consumismo. I governi dovrebbero promuovere il messaggio secondo il quale la gente dovrebbe consumare in maniera coscienziosa e a volte anche consumare meno. Tale messaggio non significa necessariamente ridurre le spese generali, ma solo consumare meglio e piú equamente.

Come promuovere il cibo sostenibile?

L’istruzione è la soluzione migliore ma è una strategia a lungo termine che avrá risultati sul lungo termine. E’ importante sviluppare politiche specifiche incluso strumenti regolatori che seguono casi di successo (per esempio la campagna contro il fumo), che hanno ottenuto buoni risultati. Quest’approccio avrá bisogno di focalizzarsi su molti livelli incluso la pubblicitá, gli strumenti economici, etc.

Lo stesso tipo di strategia potrebbe essere seguita per ridurre ad esempio il consumo eccessivo di zucchero e sale il cui impatto sulla salute è estremamente negativo.

E’ possibile agire anche ad un livello privato. Per esempio, per i ristoranti con formule “all you can eat”, far pagare i clienti per il cibo che non viene terminato puó portare le persone ad essere piú caute nell’ordinare.

I prezzi per i prodotti alimentari di base dovrebbero essere tenuti bassi, mentre i prodotti che non sono indispensabili e che hanno impatti negativi sull’ambiente e sulla salute potrebbero costare di piú per assorbire il costo nascosto che causano all’ambiente e alla salute.

Cosa pensi dei movimenti che promuovono cibo locale?

Km0Il cibo locale non sempre significa sostenibile. Dobbiamo guardare all’impatto generale della produzione. Ma in genere, “mangiare locale” puó essere una buona linea guida, anche se non è perfetta. Sarebbe meglio promuovere il concetto del “mangiare cibo sostenibile localmente”.

Pensi che ci sia abbastanza informazione circa gli impatti ambientali del cibo per i consumatori e in generale?

E’ molto importante avere almeno le informazioni basilari sugli impatti del cibo disponibile ai consumatori. Questo per esempio, è giá implementato con informazioni sui nutrienti, e potrebbe essere esteso agli impatti ambientali. Il meccanismo di esecuzione applicato all’industria alimentare deve essere molto forte, come hanno dimostrato i recenti scandali alimentari.

Abbiamo ancora bisogno di maggiori dati e dobbiamo raccogliere maggiori informazioni e poi scegliere quali possono essere utili per i consumatori, e che potrebbero essere per esempio aggiunte sulle confezioni.

Source : Wikipedia. No machine-readable author provided. Jeffrey O. Gustafson assumed (based on copyright claims).

Source : Wikipedia. No machine-readable author provided. Jeffrey O. Gustafson assumed (based on copyright claims).

Cosa pensi riguardo alla promozione di maggiore cibo non lavorato o di meno carne?

Le preferenze di cibo delle persone è una questione davvero delicata e non penso che abbiamo il diritto di dire alle persone cosa mangiare. Ciononostante è importante appoggiare le persone nella loro scelta di mangiare “buon cibo nutriente”. Non vedo come possiamo avere il diritto di dire “mangia questo e non mangiare quello”. Non penso che messaggi generici come “non mangiare proteine animali” siano giusti. Sarebbe molto complicato e le persone potrebbe scambiare il messaggio. Inoltre, milioni di persone devono seguire specifiche diete per questioni di salute o di ragioni culturali. Come possiamo dire, per esempio, ad una persona diabetica di non mangiare proteine animali, quando la persona ha bisogno di ridurre i carboidrati per ragioni di salute? E’ meglio promuovere messaggi generici che aiuteranno le persone ad “evitare cibo cattivo” e promuovere piramidi alimentari affidabili e testate.


[1] Le opinion espresso in quest’intervista sono quelle dell’autore e non riflettono necessariamente le opinioni dell’UNEP, ne sono ufficiali. Il testo dell’intervista è stato completato dall’autore del presente articolo.

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