Esposizione Universale Milano 2015: facciamo la storia!

Nutrire il pianeta: energia per la vita: “L’Expo 2015 non è una fiera come tutte le altre. Per affascinare il mondo intero, dobbiamo essere garanti della nostra grande storia”
Storia Expo2015 
Queste parole, pronunciate il 10 marzo 2014 dal Commissario del Governo Italiano per l’Expo, Giuseppe Sala, descrivono perfettamente la portata della sfida: far sì che l’Esposizione Universale 2015 di Milano lasci un’impronta nella storia. E questo non può compiersi senza una partecipazione attiva della società civile: NOI, VOI. In particolare i milanesi e gli italiani, ma più ampiamente, ogni cittadino nel proprio Paese.

La sfida delle sfide: lasciare un’eredità immateriale

Le esposizioni universali sono principalmente conosciute dal grande pubblico per i loro lasciti architetturali: dalla Tour Eiffel a Parigi, allo Space Needle di Seattle. Ora, nel 2015, l’Italia e Milano, si pongono, come obiettivo, che l’esposizione universale lasci in primo luogo un’eredità immateriale e rappresenti una tappa chiave nella nostra riflessione su un’alimentazione più sostenibile.

L’educazione verso dei modelli di alimentazione allo stesso tempo più sani per l’uomo e più rispettosi del pianeta, sarà centrale al fine di lasciare un’eredità “culturale e civica”[1]. L’Italia, che è già il Paese d’origine del movimento internazionale Slow Food, si augura così, con l’Expo 2015, di rafforzare il suo ruolo e la sua legittimità in materia di alimentazione e agricoltura sostenibili.

La sfida della partecipazione attiva della società civile 

Il tema dell’alimentazione riguarda ognuno di noi. Garantire un’alimentazione sufficiente e corretta per tutti, ma anche sostenibile per il mondo in cui viviamo, è una delle sfide principali del XXI secolo. Le cifre riflettono già l’importanza della posta in gioco: 11,9 % della popolazione mondiale soffre la fame e 1/3 della produzione mondiale di alimenti viene sprecata. E se le tendenze di produzione e consumazione non cambiano, sarà necessario secondo la FAO, aumentare del 60% la produzione alimentare mondiale da qui al 2050.

Cascina Triulza Milano

Cascina Triulza Milano
Fonte: Sito ufficiale dell’Expo

La società civile, cioè noi, è il principale attore in grado di raccogliere questa sfida. L’Esposizione Universale del 2015 sarà la prima ad ospitare un padiglione interamente dedicato alle organizzazioni nazionali ed internazionali della società civile, il padiglione “Cascina Triulza”. Quest’ultimo, che continuerà le sue attività dopo l’Esposizione, avrà come tema “Exploding Energies to change the world”.

“Chiunque venga a Milano scopre una città già cambiata”

Il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, ha affermato durante una conferenza all’inizio di marzo: “chiunque venga a Milano scopre una città già cambiata[2]”. Nella prospettiva dell’Expo 2015, la città di Milano e la società civile hanno già lanciato un gran numero di progetti legati ai temi dell’Expo o che mirano a rafforzare la sostenibilità del territorio e a migliorare l’accoglienza per i futuri visitatori: conferenze, call per progetti che coinvolgono studenti e imprese, eventi (degustazioni, workshop …). Peraltro, la città si trasforma e si adatta per essere pronta prima dell’Expo 2015: in materia di trasporto e di infrastrutture in particolare. E le sfide sono numerose. Milano accoglierà da 100 000 a 200 000 di visitatori al giorno durante i sei mesi dell’Expo e dovrà, per esempio, assicurare i trasporti verso il sito dell’Expo situato in periferia nord-ovest della città, garantendo dei trasporti di qualità agli utenti abituali. Milano spera di divenire un laboratorio di idee e di progetti per tutti i cittadini che vogliono impegnarsi sul tema dell’alimentazione.

L'Expo già a Milano

L’ultima sfida: un anno per “universalizzare” l’Expo 2015

Secondo la Camera di Commercio di Milano, a febbraio 2014, sette italiani su dieci percepivano  positivamente l’Expo 2015[3]. Ma come la vedono all’estero? L’Expo 2015 deve coinvolgere ora, sempre più Paesi partecipanti e soprattutto la società civile per far sì che ciò che diceva Cinzia Pagni, d’Aginsieme, il 10 marzo, divenga realtà: “l’Expo non è l’Italia, l’Expo è il mondo.[4]” È per questo che dobbiamo imparare dai temi dell’Expo 2015. Come mangiamo? Come mangiare bene? Come nutrire il pianeta intero? Come far piacere a se stessi e agli altri rispettando il pianeta? Internet ci permette di aprire il dialogo su queste questioni, di lanciare dei progetti fin da ora. Facciamo l’Expo 2015! E facciamola in maniera golosa, curiosa, aperta alle ricchezze del mondo! Per un’Expo universale che stimoli la voglia di raccogliere la sfida di un’alimentazione sostenibile insieme.

Laura


[1] Ibidem.

[2] Conferenza del 3 marzo 2014 « Milano oggi, Milano domani”

[3] Fonte: Camera di Commercio di Milano, sulla base di un’analisi condotta da “Voices from the Blogs” di 41 380 commenti pubblicati su Internet.

[4] Fonte: Conferenza stampa « l’agroalimentare italiano per l’Expo 2015 » del 10 marzo 2014

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