2015: un’anno chiave per lo sviluppo sostenibile

2015: l’anno dei nuovi obiettivi del millennio per lo sviluppo

Il 2015 è l’anno dell’Esposizione Universale, ma è anche l’anno in cui scade la proroga che l’ONU si era data nel 2000 per realizzare gli 8 obiettivi del Millennio per lo sviluppo:

  1. Ridurre l’estrema povertà e la fame.
  2. Assicurare l’istruzione primaria a tutti.
  3. Promuovere l’uguaglianza e l’autonomia delle donne.
  4. Ridurre la mortalità infantile.
  5. Migliorare la salute materna.
  6. Combattere le malattie.
  7. Assicurare un ambiente umano sostenibile.
  8. Creare un partenariato mondiale per lo sviluppo.

Nuovi obiettivi per il periodo 2015-2030 saranno formalmente adottati dalle Nazioni Unite in occasione di un “summit per lo sviluppo sostenibile post-2015” che avrà luogo dal 25 al 27 settembre a New York.

Il tema dell’Expo è fortemente legato ad alcuni obiettivi generali del Millennio fissati dall’ONU, ossia la riduzione dell’estrema povertà, la riduzione della mortalità dei bambini con meno di 5 anni, il miglioramento della salute materna, la promozione di una sostenibilità ambientale che passa anche dalla protezione della biodiversità e infine lo sviluppo di un partenariato mondiale per lo sviluppo. L’Expo permetterà dunque di trattare gli obiettivi del millennio, di fare il punto sulla realizzazione degli obiettivi connessi all’alimentazione e all’agricoltura e di apportare delle nuove linee d’azione e di collaborazione.

Per approfondire: http://www.un.org/fr/millenniumgoals/

2015: l’anno della COP21 a Parigi

Il 2015 sarà anche l’anno della Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici (COP 21 – #Parigi2015) che si terrà a Parigi. La COP 21 avrà come obiettivo principale: la conclusione di un nuovo accordo internazionale e vincolante sul clima, applicabile dopo il 2020 a tutti i paesi per limitare il riscaldamento climatico a 2 gradi.

Ricordiamo che:

  • L’agricoltura rappresenta il 10-12 % delle emissioni di gas ad effetto serra e il cambiamento nell’utilizzo dei terreni – in particolare legato alla deforestazione – rappresenta il 10-12 % delle emissioni supplementari (fonte: FAO)
  • I cambiamenti climatici minacciano i rendimenti agricoli e rischiano di aumentare la fame e quindi i conflitti (per approfondire: PAM)
  • Il modo in cui ci alimentiamo è un motore d’azione diretto per diminuire il nostro impatto sull’ambiente privilegiando, quando questo è possibile, i prodotti locali che utilizzano meno energia e sono quindi meno inquinanti.

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn