Bilancio Expo 2015

Expo2015 bilan bilancioL’Esposizione Universale di Milano 2015 ha permesso di mettere in risalto il tema “nutrire il pianeta”, ovverosia le tematiche legate a un’alimentazione e un’agricoltura piú sostenibili? Sono state lanciate delle azioni concrete per far fronte a questa sfida? Gli Stati, le associazioni, le imprese, i cittadini sono stati sensibilizzati e sono diventati protagonisti del cambiamento?

Quest’articolo offre una risposta e qualche nostro avviso sul tema, sicuramente soggettivo, ma per lo meno abbiamo seguito abbastanza la tematica in questi mesi. Buona lettura!

Lucia

1) L’Esposizione Universale 2015: cos’è stata in breve?

Un successo in termini di affluenza

Fila al padiglione Italia: ore di attesa

Fila al padiglione Italia: ore di attesa

Obiettivo raggiunto: l’obiettivo fissato di 20 milioni di visitatori sui sei mesi di Esposizione Universale è stato sorpassato. Piú di 21 milioni di persone sono state registrate. E in effetti, in quest’ultimo mese i visitatori hanno dovuto fare la coda per molte ore per entrare nei padiglioni piú famosi. In questo numero totale non c’è distinzione per quanto riguarda il tipo di biglietto (visita serale, biglietto gratuito per un invito a una conferenza sul sito, riduzioni). Il ritorno economico non è stato ancora comunicato.

Un “Off” e un “In” molto dinamici

Esempio di una delle numerose conferenze organizzate nell'ambito dell'OFF di Expo2015, con il chef Carlo Cracco

Esempio di una delle numerose conferenze organizzate nell’ambito dell’OFF di Expo2015, con il chef Carlo Cracco

L’In, ossia l’insieme degli eventi che hanno avuto luogo sul sito dell’Expo è stato molto dinamico: conferenze, incontri di alto livello, spettacoli. Il sito dell’Expo è stato un luogo di incontri e di scambi tra gli esperti, i politici, gli studenti e i cittadini giá interessati dalla tematica sul tema dell’alimentazione e dell’agricultura.

Il ministro dell’agricoltura italiano, Maurizio Martina, ha riportato piú di 7000 eventi di contenuto (sul tema dello spreco alimentare, l’obesitá e della malnutrizione, della lotta contro il cambio climatico etc.) nell’ambito della redazione della “Carta di Milano” (ne parleremo nel punto 2).

La sostenibilitá è spesso stata al centro del programma di incontri. In quanto semplice visitatore, la partecipazione a questi eventi rimaneva tuttavia abbastanza ridotta: la visita si limitava ovviamente a vedere i padiglioni, passeggiare sul sito e mangiare in un ambiente simpatico.

L’Off (gli eventi al di fuori dell’esposizione) a Milano e in Italia è stata veramente appassionante: esposizioni, conferenze, mercati di produttori locali, numerose iniziative e progetti lanciati con i cittadini. Vivendo a Roma, ho potuto notare che la programmazione culturale aveva veramente puntato sul tema dell’Expo.

Fonte: sito internet di Macdonald's

Fonte: sito internet di Macdonald’s

Critiche relative ai contenuti di certi padiglioni e alla forte presenza dell’industria agroalimentare

Come abbiamo detto sul nostro articolo riguardo ai nostri avvisi sull’Expo, si poteva trovare di tutto in termini di contenuto al livello dei padiglioni. Alcuni rispondevano al tema, altri sembravano piú degli uffici turistici o affrontavano il tema in modo molto superficiale.

Anche il sito dell’Expo 2015 poteva sembrare il luogo di tutti i paradossi: lotta contro l’obesitá da un lato e cibo spazzatura e partner ufficiali Mac Donald e Coca Cola, dall’altro.

L’idea dell’Expo non era certo quella di escludere tutta una categoria di attori, ma il proposito a volte era difficilmente intuibile.

2) Quali risultati concreti per rispondere alla sfida “Nutrire il pianeta: energia per la vita”?

La Carta di Milano: l’ereditá immateriale ufficiale dell’Expo 2015

Ban ki moon e Maurizio Martina, 16 ottobre 2015

Ban ki moon e Maurizio Martina, 16 ottobre 2015

L’Expo 2015 si è data l’ambizione di lasciare un’ereditá immateriale e non solo di riassumere sei mesi di eventi in belle costruzioni. Quest’ereditá immateriale è ufficialmente la “Carta di Milano”. Firmata da piú di un milione di persone, di Paesi e di istituzioni, quest’ultima è un documento che “si indirizza a cittadini, imprese, associazioni e istituzioni[1]” in cui sono enunciati un certo numero di convinzioni, di diritti e di impegni sul tema dell’alimentazione e dell’agricoltura, insieme a un appello ai governi, alle istituzioni e alle organizzazioni internazionali di impegnarsi con misure concrete. Ad esempio:

“adottare delle misure normative miranti a garantire e a concretizzare il diritto all’alimentazione e alla sovranitá alimentare;

Rafforzare le leggi in favore della protezione dei suoli agricoli regolamentando gli investimenti nelle risorse naturali, in modo da proteggere le popolazioni locali”; etc.

Il documento, che evoca numerosi temi e si indirizza a tutta una serie di attori diversi, è stato consegnato ufficialmente al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon durante la giornata mondiale dell’alimentazione il 16 ottobre 2015. Devo ammettere che nonostante le mie ricerche, non sono riuscita a capire quale seguito concreto avrà questa Carta. D’altra parte, la cifra di 1 milione di firme resta limitata se si pensa ai 21 milioni di visitatori dell’Expo 2015. Questo potrebbe essere l’inizio di qualcosa, ma devo ammettere che, a parte in Italia, o negli ambienti sensibili alla tematica, la Carta non ha beneficiato di una grande visibilitá. D’altronde, al di lá della sua adozione, la copertura della stampa estera su questo è stata molto ridotta (il 16 ottobre sono rimasta connessa sui siti del Mondo -il giornale francese – e nessun articolo è comparso né sulla giornata internazionale dell’alimentazione, né sulla consegna della Carta – ne parlo piú avanti).

Ma anche il patto sulle politiche alimentari urbane

foodpolicypactUn patto urbano sulle politiche alimentari è stato firmato il 15 ottobre 2015 da 113 cittá nel mondo in cui vivono piú di 400 milioni di persone. L’obiettivo di questo patto, abbastanza concreto in confronto alla carta di Milano, è di “dare vita a una rete di cittá impegnate nella realizzazione di politiche alimentari sostenibili,  attraverso scambi di idee e proposte su come affrontare problemi comuni”[2].

I firmatari si impegnano su 7 punti dettagliati (lavorare allo sviluppo di sistemi alimentari sostenibili, inclusivi, resilienti, sicuri e diversificati; riesame di politiche, regolamenti e piani urbanistici esistenti per stabilire dei sistemi alimentari equi, resilienti e sostenibili; etc.), inoltre viene proposto un piano d’azione che potrebbe essere seguito. La cittá di Milano, da parte sua, ha lanciato un lavoro ambizioso di “food policy”, e anche altre cittá hanno avviato buone pratiche – l’evento dell’Expo non è arrivato per niente, è giá un risultato positivo vista la sfida maggiore che costituisce il nutrire le cittá nel futuro!

Scoprite il patto cliccando QUI.

Una mobilizzazione delle rappresentanze della societá civile sul tema e una serie di studi

expo dei popoli Expo2015L’esposizione 2015 ha permesso alla societá civile italiana ma anche a quella internazionale di mobilitarsi sul tema dell’alimentazione e dell’agricoltura sostenibili. Sono sorte numerose iniziative. In particolare, l’“Expo dei Popoli” sul quale pubblicheremo presto un articolo, ma anche altre iniziative.

Per altro, a margine dell’Esposizione, numerosi studi e rapporti molto interessanti sono stati pubblicati sul tema dell’alimentazione e dell’agricoltura sostenibili. Sarebbe impossibile citarli tutti, ma citeró per esempio il “Manifesto della green economy per l’agroalimentare” della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Un tema che è risaltato sulla scena italiana ma che risulta ancora troppo sconosciuto

Per concludere, vivendo in Italia, ho trovato che il tema dell’alimentazione e dell’agricoltura sostenibili sono stati per lo meno messi in risalto. I sei mesi dell’Expo non sono stati esenti da paradossi e il grande pubblico non ha sempre potuto cogliere l’importanza delle sfide e delle tematiche, dietro un evento tanto festoso, tuttavia il tema dell’alimentazione sostenibile è conosciuto, le azioni per promuoverlo si moltiplicano, il dibattito pubblico è presente.

Anche all’estero cominciano a spuntare le questioni relative a “come nutrire il mondo”, il problema della fame, i limiti e la mancanza di sostenibilitá dei nostri modelli agricoli, della sconvolgente ignominia dello spreco alimentare, del legame tra sfide climatiche e alimentari e dell’uso dei suoli; ma rispetto alle sfide c’é ancora un grande lavoro di sensibilizzazione da fare. Il 16 ottobre scorso, giornata mondiale dell’alimentazione, c’è stata solo una debole copertura della stampa.

Pertanto, attraverso la nostra forchetta possiamo smuovere il mondo! Molto resta da fare e tanto meglio, bisogna solo continuare a muoversi!


[1] Fonte: Maurizio Martina, Ministro dell’agricoltura italiano. https://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/9332

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