Expo 2015: i nostri padiglioni preferiti per il loro contenuto

Expo 2015 contenu contenuto padiglioni preferiti pavillons préférésPiccola rassegna dei nostri padiglioni preferiti in termine di contenuti all’Esposizione universale 2015, quelli che esprimono i messaggi piú chiari, pedagogici ed entusiasmanti per rispondere al tema “Nutrire il pianeta: energia per la vita”.

Infatti negli 80 padiglioni, di cui una cinquantina costruiti da un solo Paese, c’è da bere e da mangiare! Ricordiamo che ci si impiega dai 5 ai 20 minuti per visitare un padiglione (senza contare la fila), mentre per alcuni grandi padiglioni la coda può essere anche di un’ora. Alcuni racchiudono dei piccoli tesori, altre assomigliano più ad un ufficio turistico senza nessuna risposta al tema.

Ps: il nostro consiglio è, come tutti i consigli, molto soggettivo. Inoltre, è evolutivo: in base ai padiglioni che visiteremo, aggiorneremo ogni volta questo articolo (ci sono tanti padiglioni che vorrei ancora vedere, come quelli della Gran Bretagna, della Svizzera, lo spazio di Slow food e  quello di Campagna Amica).

Per sapperne di più, non esitate a scoprire il nostro parere globale sull’Expo 2015 nell’articolo dedicato. Buone vacanze, sostenibile e golose, ci risentiamo a settembre con un articolo sull’OFF dell’Expo 2015!

Lucia

pavillon zeroIl padiglione zero

In breve: è il padiglione piú vicino alla porta d’ingresso del sito ed è in effetti la perfetta introduzione all’Expo. Il tutto

è caratterizzato da una scenografia magnifica e commovente e da messaggi chiari. E’ anche il padiglione su cui ho sentito i visitatori dibattere maggiormente e in cui ho visto genitori parlare con i propri figli circa le sfide alimentari. I testi sono stati preparati dalle Nazioni Unite. Insomma, un padiglione assolutamente da vedere.

Il percorso e i messaggi: immerso nell’oscuritá, il percorso comincia in un’immensa bi

pavillon zero 2

blioteca che riflette tutti i saperi accumulati dall’umanitá per coltivare la terra e nutrirsi (con un approfondimento sugli indigeni), saperi che sono essenziali per affrontare le sfide attuali e future; in piú una sala sull’addomesticamento delle piante con muri riempiti con diversi cereali coltivati e appesi al soffitto con lo scopo di presentare un approfondimento sulle varie specie di frutta e verdura; una sala sull’allevamento e le sfide poste dal crescente consumo di carne; una riproduzione dell’evoluzione della nostra agricoltura da un modello rurale ad un modello sempre piú industriale; una sala che riproduce i mercati finanziari agricoli; una montagna di alimenti sprecati e un’ultima sala sulla ricerca dell’equilibrio.

Il padiglione Italia

In breve: calcolate minimo un’ora e mezzo di fila per visitare il padiglione italiano. Le attese dei visitatori aumentano necessariamente in questo lasco di tempo… Alla fine, il percorso è abbastanza interessante (senza essere rivoluzionario), i messagi chiari, con belle scoperte pero con anche spesso errori di percorso.

padiglione italia contenutoIl percorso e i messaggi: il percorso è diviso in tre parti/messaggi: il potere del savoir-faire, il potere della bellezza, la potenza del limite e del futuro. Ogni sala rappresenta la prova che l’Italia puó costituire un modello per rispondere alla domanda principale dell’Expo. La parte “il potere del savoir-faire” è molto interessante: approfondimenti sugli imprenditori che si sono adoperati per ridurre lo spreco alimentare e produrre in maniera piú sostenibile. E prima di passare all’altra parte, una sala piena di schermi ci ricorda i limiti della crescita e i numerosi pericoli che minacciano l’ambiente in Italia (inquinamento, inondazioni, etc.). La seconda parte è quella che mi ha convinto di meno, il “potere della bellezza”, in cui alcune sale mettono in risalto, attraverso un gioco di specchi, la bellezza dell’Italia…il rapporto con il tema dell’Expo è limitato. L’ultima parte presenta le invenzioni che possono limitare l’impatto delle nostre azioni, purtuttavia senza permettere al visitatore di uscire con dei messaggi chiari. Ed è un peccato che solo nella prima sala, ci sia la possibilitá per i visitatori di scoprire e firmare la Carta di Milano, che spinge ad un impegno per un’agricoltura e un’alimentazione piú sostenibili nell’ambito della cornice dell’Expo 2015. Probabilmente si prevede di dare una piú ampia comunicazione su questo progetto in un altro momento.

Il padiglione Cina

In breve: Anche se si puó non essere d’accordo con i messaggi, il padiglione è ben studiato, i messaggi sono chiari e in concordanza con i temi dell’Expo e con il viaggio del visitatore. Contate tra i quaranti minuti e un’ora di coda, circa.

Il percorso e i messaggi: Il percorso comincia affermando che la Cina é una grande civiltá agricola, proseguendo poi con la storia delle sue origini. Uno stand mostra delle pagine del libro Qí mín yào shù (principali tecniche per il benessere di un popolo), un’opera del 540 d.C. circa, che descrive e spiega in dettaglio le tecniche agricole. Un altro spazio ricorda che le colture cinesi sono state oggetto di esportazioni sempre piú massicce con l’apertura della via della seta. La cultura culinaria viene evocata in seguito (il tè, la cottura dell’anatra…), le sfide legate all’alimentazione equilibrata e i problemi di sovrappeso per finire con le innovazioni tecnologiche (tipo il riso ibrido) e all’equilibrio raggiunto tra cittá e campagne (sul cui punto si puó nutrire qualche dubbio…).

padiglione cina pavillon chine contenu

padiglione corea pavillon corée expo2015Il padiglione della Corea del Sud

In breve: percorso interessante (soprattutto l’inizio), molto artistico e impressionante. Messaggi chiari anche se poco sviluppati per alcuni.

Il percorso e i messaggi: il percorso è costruito attorno all’idea che “siamo quello che mangiamo”. Attraverso diverse opere d’arte l’inizio del percorso – molto simpatico – riflette le relazioni tumultuose tra l’uomo e la sua alimentazione: obesitá di alcuni, la carestia di altri. Il seguito del percorso esprime le soluzioni proposte dalla Corea: la ricerca dell’equilibrio, passando per la gastronomia…l’ultima parte risulta meno convincente.

pavillon français expo2015 padiglione francese

Il padiglione Francia

In breve: scenografia molto bella fin dall’entrata, in cui la coda si effettua attraverso un giardino agricolo con le p

rincipali coltivazioni francesi, dei messaggi chiari ma, a mio avviso, manca di cartelli esplicativi all’interno del padiglione.

Il percorso e i messaggi: il Padiglione si visita abbastanza rapidamente, ma vi consiglio vivamente di guardare i due piccoli video all’inizio e alla fine del percorso. Sono questi, che in modo molto pedagogico, riprendono i principali messaggi del padiglione: per “nutrire il pianeta”, il modello d’agricoltura fin qui sviluppato deve evolversi, la soluzione proposta dalla Francia è l’agro-ecologia.

padiglione santa sed pavillon saint siège expo 2015Il padiglione Vaticano

In breve: il padiglione è molto piccolo ma i messaggi abbastanza chiari. Messaggi profondi con un percorso basato sulle due frasi bibliche: “non di solo pane vive l’uomo” e “donaci il nostro pane quotidiano”.

Il percorso e i messaggi: una foto molto bella dell’Expo mostra le diverse parti del mondo, le persone e il loro rapporto con il cibo, la fame, l’agricoltura. Una seconda parte, con tre brevi filmati, ricorda l’importanza di riflettere su temi come la fame, la povertá, le disuguaglianze e la solidarietá per rispondere al tema “Nutrire il pianeta: energia per la vita”, difendendo naturalmente l’azione della Chiesa e la sua spiritualitá riguardo a queste tematiche.

Lo spazio cluster frutta e verdura

E’ lo spazio che riunisce diversi Paesi intorno alla tematica frutta e verdura. Anche qui l’ONU ha partecipato alla redazione di testi, e la scenografia è molto simpatica. Si possono scoprire dei mini giardini con degli approfondimenti sugli spazi legati alla frutta e alla verdura, la loro evoluzione e si puó vedere, con la tecnica del puntinato, la scomparsa della biodiversitá. Si impara, cosí, che la carota, originaria dell’Asia Centrale, era di tutti i colori. Si scopre la storia delle specie e i messaggi dell’ONU sono molto chiari.

cluster verdure légumes expo2015

Il padiglione del Kazakistan

Bisogna preventivare una buona mezz’ora di attesa, o anche di piú, ma vale la pena.

Numerose sale con diverse atmosfere compongono il percorso. La prima presenta degli elementi storici, la seconda approfondisce certe sfide: l’accesso alle risorse idriche e le tecniche agricole sostenibili kazake. Potrete anche approfondire la vostra conoscenza sul caviale e le mele. Infine, il percorso si conclude con un film in 3D che introduce l’esposizione internazionale che avrá luogo nel 2017 in Kazakistan, ad Astana, sul tema “le energie del futuro”.

Altri padiglioni visitati e avvisi sui contenuti:

La Cascina Triulza

Programma di conferenze super interessanti e mercato di produttori molto simpatico

Padiglione dell’Unione Europea:

padiglione ue pavillon EXPO2015

Padiglione UE

Molto carino, ma indirizzato ad un pubblico infantile attraverso 3 piccoli film interattivi che riprendono la storia d’amore tra un agricoltore e una ricercatrice. La storia d’amore – non molto originale – a volte, purtroppo, prende il sopravvento sui messaggi.

Il padiglione dell’Angola

Padiglione molto ben organizzato che arriva a far comprendere le sfide e le soluzioni dell’Angola nella sua agricoltura. Ve lo consigliamo.

Padiglione della Repubblica Ceca

Deludente, il padiglione tocca solo in parte i temi dell’Expo e non sfrutta l’aspetto delle sfide dello sviluppo sostenibile.

padiglione belgio pavillon belgique expo 2015Il padiglione del Belgio

Lo spazio sull’aquaponica (forma di agricoltura che associa la coltivazione di verdure in “simbiosi” con l’allevamento di pesci) è molto interessante. Ma il resto del padiglione non sviluppa veramente un contenuto rispondente al tema dell’Expo e si concentra sulla gastronomia belga, in particolare il cioccolato. Fuori del padiglione, invece, c’è un’atmosfera molto bella con il bar che serve patatine.

Il padiglione del Nepal

Quest’ultimo, dopo il terremoto, non è potuto essere finito; ciononostante è molto interessante l’expo sull’agricoltura nepalese e molto bella la passeggiata in un piccolo giardino in cui è possibile fare una donazione per il Nepal.

Il cluster del caffè e cioccolato

Dei begli incontri, un’accoglienza calorosa, una possibilitá di dialogare direttamente con le persone che occupano i clusters (il che è quasi impossibile nei grandi padiglioni), ma i contenuti sul tema “Nutrire il pianeta: energia per la vita” molto spesso sono poco sviluppati all’interno dei clusters (all’esterno, la scenografia del caffè è interessante).

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