Il pane, il vino e la terra al centro delle civiltà antiche mediterranee

Bologna

Ho approfittato del weekend di Pasqua per fare un giro a Bologna, soprannominata “la grassa”, città molto conosciuta per il suo ottimo cibo. Ho partecipato alla visita guidata proposta dal museo archeologico bolognese sul tema: “ Demetra e Dionisio, o il pane e il vino. Il significato simbolico dell’alimentazione nel mondo antico”.

Il rapporto con la terra e con la natura è al centro delle culture antiche mediterranee. Le religioni e i culti rafforzano il carattere sacro dei “frutti della terra” offerti dagli dei, in particolare il pane e il vino. Questi ultimi accompagnano, come accade ancora oggi, i momenti di festa, ma anche i momenti di transizione, come la morte.

Museo archeologico di Bologna

Museo archeologico di Bologna

Con la guida Giulia, abbiamo viaggiato nel tempo e nello spazio tra la civiltà egizia ai tempi dei faraoni e la civiltà greca. Questa visita mi ha dato un assaggio delle numerose storie e riferimenti che i visitatori potranno certamente scoprire nel futuro “Cluster bio-mediterraneo” durante l’Esposizione universale del 2015. Trattandosi della dimensione religiosa del nostro rapporto con l’alimentazione, molto certamente i visitatori le potranno scoprire anche nel futuro padiglione della Santa Sede che avrà per tema “non di solo pane”.

Buona lettura!

Lucia

Il Faraone, primo agricoltore della civiltà egizia

Preparazione del vino

Preparazione del vino

Giulia ci ha portato prima di tutto nella sezione egizia del museo a vedere il faraone Horemheb (Horemheb visse tra il 1319 e il 1295 a.C) che arava i campi dell’aldilà. Il faraone, proprietario ideale del complesso delle terre agricole, promuoveva il legame tra la natura e l’uomo. Bisogna oltretutto ricordare l’importanza dell’agricoltura nella civiltà egizia, che ne assicurava la prosperità in particolare attraverso le numerose e colture che si sviluppavano lungo il delta del Nilo, in particolare le vigne (il vino di questa zona ha, secondo la nostra guida, un gusto un po’ zuccherato). Il cibo consumato lungo il delta del Nilo era principalmente locale.

Il pane e il vino: elementi centrali nella tavola degli antichi

Una cosa che ci accomuna con gli Egizi, ma anche con i greci, è la presenza indefettibile del pane e del vino sulle nostre tavole. La dieta mediterranea attuale conserva questa specificità! Il pane e il vino sono accompagnati da carne o verdure per i piatti salati, da frutta secca o fichi per quelli dolci. D’altronde sono stati gli egizi ad inventare la prima livietazione. Prima, il pane utilizzato assomigliava ad un pane azzimo come quello che si può mangiare oggi nei kebab o felafel.

Pharaon agriculteur expo2015

Il faraone coltiva la terra (le imagine vengono da una tomba dedicata a Horembed che si trovava a Saqqara)

Banchetto
Banchetto

Il banchetto: il cibo che viene dagli dei, legame tra l’uomo e la natura

I banchetti erano presenti in tutte le culture antiche. Nella Bibbia, per esempio, si parla di momenti conviviali. La tradizione voleva che prima di ogni banchetto ci si lavasse le mani e i piedi. Per esempio: il passo del Vangelo in cui Gesù viene invitato a un banchetto.  Non gli viene offerta l’acqua per lavarsi -com’era invece  consuetudine- ma a ciò sopperisce una donna del popolo che, con le proprie lacrime e il proprio unguento, sciacqua e profuma i suoi piedi, infine asciugandoli coi propri capelli.

Giulia ci ha poi portato nella sezione inerente all’antica Grecia (V-VI secolo a. C.)  e ci ha spiegato la tradizione e lo svolgimento dei banchetti. I greci concepivano il cibo e i prodotti della terra come provenienti dagli dèi.I banchetti che si svolgevano la sera, all’origine avvenivano in posizione seduta tra gli uomini. In seguito, gli scambi con l’Oriente hanno condotto all’adozione della posizione sdraiata.

Donne alla gesta di  Dionyso

Donne alla gesta di Dionyso

Le donne cenavano in uno spazio a parte. I musici potevano accompagnare i momenti di pausa durante i pasti, con delle musiche oppure con narrazioni.Il banchetto in Grecia era diviso in due momenti: il deipnon  (pasto: degustazione di pane, carne e legumi) e il Simposio, consacrato alla degustazione del vino. In generale, le donne non potevano bere a di fuori certe feste dove venivano praticati dei giochi “alcolici”. Per esempio, la festa di Dioniso per celebrare il passaggio dall’infanzia all’età adulta (11-13 anni, la speranza di vita media essendo di 40 anni): il secondo giorno era dedicato al bere.

Il vino ha tuttora questa importanza simbolica e accompagna ancora spesso i momenti di festa o quelli celebrativi.

Demetra, dea dell’agricoltura

Déméter et Métanire. Détail de la panse d'une hydrie apulienne à figures rouges, v. 340 av. J.-C. Copyright : domaine public

Demeter e Metanire. (v. 340 a. J.-C.
Copyright : domaine public)

Demetra (madre terra, in greco), sorella di Zeus, è la dea dell’agricoltura, della terra e delle colture, ma altresì del mantenimento dell’ordine, della fertilità e del matrimonio. Per questo, secondo i greci, l’agricoltura è nata grazie a lei che l’ha insegnata agli uomini.

Dopo il rapimento di sua figlia, Persefone, da parte di Ade, dio dei morti, Demetra partì alla sua ricerca sulla terra. Qui incontrò il re Celeo, che l’aiutò, e per ringraziarlo dell’accoglienza, tentò di rendere immortale il suo primo figlio, mentre insegnò al secondo, Trittolemo, l’agricoltura e l’arte di fare il pane.

Il culto eretto a Demetra dai greci era molto importante e il pane e il vino vi giocavano già un ruolo centrale, come avviene anche oggi in certe religioni. Esiste in particolare un rito di offerta del pane e del vino, e poi di distribuzione.

Ieri, oggi e domani!

Al termine della visita, discutendo con Giulia, mi sono detta: quanti punti in comune tra le nostre società mediterranee attuali e quelle antiche! Il ruolo del pane, del vino, il loro carattere sacro… in compenso il legame con la terra vista come “madre nutrice” sembra essersi assottigliato, sicuramente a causa dell’avvento della produzione di massa e della rivoluzione industriale a partire dal XIX secolo.

Grazie ancora a Giulia per la bellissima visita!

Lucia

Lucia

Share and Enjoy

  • Facebook
  • Twitter
  • LinkedIn

Leave a Reply