Nutrire le città in modo sostenibile – Come ha colto la sfida la cittá di Lione? Intervista a Lilian Pellegrino

Lilian Pellegrino -URBACT LyonCome si mobilitano localmente le città per rispondere alla sfida crescente di nutrire i cittadini in modo sostenibile quando è previsto che i 3/4 della populazione mondiale vivra nelle aree urbane dal 2050? Quali strategie, quali protagonisti, quali mezzi per una politica alimentare ambiziosa al livello del territorio?

Lilian Pellegrino, responsabile del progetto europeo URBACT II (Alimentazione sostenibile nelle zone urbane), all’interno della municipalità di Lione, ha gentilmente accettato di rispondere ad alcune mie domande descrivendo l’esperienza della città di Lione.

Quest’ultima ha partecipato al programma URBACT durante il periodo fine 2012-metá 2015. Tale programma riunisce dieci città europee che mirano a promuovere un sistema alimentare responsabile.

Che cos’è esattamente il programma URBACT sull’alimentazione sostenibile nelle zone urbane?

urbact food lyonQuesto programma consiste in una rete di scambio tra le città europee aventi come obiettivo la definizione di buone pratiche per un’alimentazione sostenibile e la messa in opera di piani d’azione concreti a livello locale.

Dieci città hanno partecipato a questo programma: Bruxelles (Belgio), Amersfoort (Paesi Bassi), Atene (Grecia), Bristol (UK), Göteborg (Svezia), Lione, Messina (Italia), Orense (Spagna), Oslo (Norvegia) e Vaslui (Romania).

Molto concretamente le città sono state invitate a riunirsi tre volte all’anno e, a livello locale, ogni città deve costituire una rete di attori locali al fine di condividere idee sulla tema.

Maggiori informazioni sul programma in se, a livello europeo, sono accessibili al sito di URBACT: http://urbact.eu/sustainable-food.

Source Handbook

Source Handbook

 Come si sviluppa concretamente l’esperienza della città di Lione?

“2013: Identificazione degli attori locali, costituzione di un gruppo, definizione di termini”

Il primo anno del programma, nel 2013, abbiamo lavorato soprattutto sull’identificazione di attori locali impegnati su queste tematiche e su recensioni di iniziative esistenti sul territorio.

Esistono numerose iniziative in questo senso – oltre 150 – quindi è stato un lavoro molto intenso.

Per costituire il gruppo locale all’inizio, abbiamo optato per il titolo “Economia sociale e solidale” con degli attori impegnati. Alla fine del programma il gruppo ha riunito più di 40 strutture. Si è poi progressivamente aperto ad altri tipi di attori come la Camera d’Agricoltura e le associazioni di agricoltura biologica. Altri servizi della città, per esempio quelli che si occupano delle mense scolastiche e della metropoli, hanno ugualmente partecipato al gruppo.

Handbook

Handbook

C’è voluto parecchio tempo per identificare la posizione della città in questo programma. L’obiettivo era di non far apparire la città come lo sponsor o come il finanziatore.

Il nostro gruppo, che si riuniva all’inizio una volta a trimestre, ha lavorato per prima cosa sulla definizione dei termini. Per esempio, che cosa si intende per cultura alimentare? Per “mangiare bene”? Queste definizioni possono variare da un attore all’altro, e a livello di gruppo di lavoro europeo esistevano importanti differenze tra i Paesi del nord e del sud.

A partire da settembre 2013, il coinvolgimento dei membri del gruppo locale nelle riunioni internazionali è stato un vero fattore di stimolo e il ritmo delle riunioni è diventato mensile.

Le riunioni avevano luogo dalle 12 fino al pomeriggio al fine di poter riunire più persone possibili. Queste riunioni sono state spesso affiancate da visite in loco per offrire degli esempi concreti di ciò che potrebbe significare una produzione più sostenibile.

Il 2014 è stato l’anno dell’accelerazione. In giugno i partner del gruppo di lavoro europeo sono venuti a Lione.

Il 2015 è stato l’anno dei risultati a livello europeo e locale con il ritorno finale a Bristol, a marzo e la pubblicazione di un handbook che sintetizza il feedback sulle esperienze delle città, le buone pratiche e le lezioni apprese.

A maggio, è stato pubblicato un documento strategico per Lione (vedi domanda 4).

Qual è stata la natura degli scambi di idee all’interno del gruppo locale?

C’è stato un importante dibattito sulla questione del rapporto tra “alimentazione convenzionale” e alimentazione sostenibile. Oggi, queste due sono complementari. Una piccola parte dell’alimentazione proviene da filiere corte o percorsi biologici, mentre i supermercati e ipermercati restano i principali distributori.

réunion groupe local URBACT Lyon

Exemple de réunions du groupe local

La filiera alimentare che esiste oggi è enormemente e rapidamente cambiata in questi ultimi anni. Dobbiamo quindi cercare strategie “contaminanti” per cambiare il modello dominante. In questo caso, questo sistema ha una grande capacità di adattamento.

In cosa è sfociata concretamente l’esperienza di Lione?

« Le présent document, stratégique et opérationnel, propose de dessiner les contours d’une vision globale d’un système alimentaire territorial durable »

« Le présent document, stratégique et opérationnel,
propose de dessiner les contours d’une vision globale
d’un système alimentaire territorial durable »

Lo scopo di URBACT era di arrivare ad un piano di azione concreto sull’alimentazione sostenibile a livello locale. La tematica era così complessa che il rischio era di arrivare ad un documento troppo lungo e poco utilizzato.

Abbiamo deciso che il nostro documento finale avrebbe avuto come target di riferimento i decisori, aventi come primo obiettivo di evocare il contesto locale offrendo degli esempi concreti. Per esempio: per rispondere alla sfida della “pressione fondiaria”, l’obiettivo è di “produrre dappertutto” donando degli esempi di progetti sul territorio che rispondo a queste sfide.

Abbiamo voluto mostrare che era possibile e che bisognava intervenire sui diversi livelli della catena alimentare.

I risultati di ogni città partecipante al programma variavano poiché i bisogni e i contesti alla base erano differenti. Tutte le città non condividevano lo stesso livello di avanzamento e di riflessione sulla tematica. Per esempio, Bristol aveva già un piano di azione operazionale che è stato rinforzato. (Scoprite gli altri piani d’azione su questo link).

Per Lione, l’idea era di elevare le coscienze degli attori locali e dei decisori sulle possibilità d’azione.

E ora che l’URBACT è finalizzato, che cosa ne sarà del progetto?

Siamo riusciti a mostrare il dinamismo dei territori e degli attori locali. Le iniziative sono numerose e questo si spiega in particolare con la geografia regionale.

Il programma è stato un acceleratore della dinamica che bisogna riuscire a mantenere al di fuori del quadro del programma europeo. I partecipanti al gruppo di lavoro attendono ora delle risposte in particolare in materia di finanziamenti.

Ma l’alimentazione sostenibile è già entrata nel programma politico della città attraverso una deliberazione del consiglio municipale passata a settembre. Il gruppo diverrà un consiglio locale dell’alimentazione sostenibile.

A livello internazionale, Lione firmerà ad ottobre l’ “Urban Food Policy Pact” (maggiori informazioni su quest’ultimo in questo link). Molti argomenti sono qui discussi: la dieta giusta, la sovranità alimentare, il cibo locale.

La politica alimentare sostenibile è ancora una tematica che interroga le collettività con delle competenze e dei progetto che bisognerà saper mettere in musica. La sfida è maggiore, i progetti appassionanti e i margini d’azione importanti.

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