Reportage sulla Svizzera: si parte per un tour di Food blogger pre-Expo 2015!

Foodbloggertour suisse Expo2015Ho partecipato a un “Tour di Food blogger” in Svizzera il weekend dal 21 al 23 febbraio, organizzato da Presenza Svizzera – l’organismo incaricato del coordinamento del Padiglione Svizzero per l’Esposizione universale 2015 di Milano – questo road-treno trip aveva come obiettivo promuovere la gastronomia e il territorio svizzero presso dei “social network” italiani.

E per la mia prima volta in Svizzera, ero in compagnia di altri nove “food blogger” italiani molto simpatici e pieni di talento (gestivano blog di cucina, di cultura culinaria o gastronomica – potete trovare la lista dei loro blog alla fine dell’articolo), tutti con i loro smartphone. Siamo partiti alla scoperta della Svizzera, della sua cucina e dei legami con il territorio: nel menu non c’erano fondute né raclette, ma dei begli incontri con dei super chef, delle spiegazioni sull’origine dei prodotti, la presentazione dell’agricoltura locale, delle visite turistiche, delle degustazioni… l’accoglienza è stata molto calorosa!

Non sono una food blogger, non ci saranno ricette in questo reportage, bensì molti piccoli zoom in cui cercherò di legare il nostro intenso programma di visite e di degustazioni con le sfide della sostenibilità alimentare e agricola.

Per saperne di più sulla partecipazione della Svizzera all’Expo 2015, scoprite  la nostro nuova scheda Paese dedicata.

Buona lettura!

Lucia

carte suisseIl circuito: tra valli innevate, piccoli villaggi e il grandioso carnevale nella splendida Basilea

Ma prima di tutto, qualche parola sul circuito che abbiamo seguito. Sono partita da Roma il venerdì sera per arrivare a Milano. Sabato mattina ho incontrato gli altri blogger sul treno in direzione del cantone francofono e germanofono di Valais (in blu), innevato per l’occasione, situato nel sud della Svizzera. Insieme a noi, sul treno c’erano numerosi sciatori con il loro equipaggiamento e ho anche sentito delle campane suonare…mi sono sentita subito immersa nell’ambiente!

Sabato sera, siamo arrivati a Altdorf (in giallo), nel cantone germanofono d’Uri nel centro della Svizzera. Alla fine, domenica abbiamo potuto scoprire il magnifico carnevale della città di Basilea (in viola).

Mangiate locale e di stagione: fa così bene quando la ricchezza del territorio lo permette

Sabato a pranzo, l’incontro con lo chef Mauro Capelli che mette a frutto i suoi talenti all’interno del ristorante « Café du théâtre de Monthey », è stato particolarmente interessante. Quest’ultimo si rifornisce quasi esclusivamente presso dei produttori locali, conosce la storia dei prodotti che utilizza ed è particolarmente attento all’aspetto sociale. I piatti erano assolutamente deliziosi e, attraverso di essi, abbiamo potuto scoprire una parte del territorio. Per lo chef, la cucina è “una passione che ha sempre avuto da quando era piccolo” e la scelta di prodotti locali e di stagione è una scelta naturale. Ciò significa che è stato formato da uno chef particolarmente attento a quest’aspetto, rispettando così una cucina classica con dei prodotti di qualità.

Dal canto suo, Mauro ha una passione per la cucina giapponese, ma “l’importante resta il prodotto e la sua provenienza”. E nel Valais si è fortunati poiché la regione è particolarmente ricca: vino, numerosi frutteti – con le famose albicocche della regione – funghi…

Lo chef è anche un inventore sostenibile, ha lavorato su un metodo di macerazione delle marmellate a basse temperature. E’ da qualche anno che ha preparato un “menù a bassa energia” … una vera fortuna l’aver incontrato una persona così, con il sorriso sulle labbra e un’energia sostenibile!

Super chef

La Salina di Bex: sapete com’è prodotto il sale che utilizzate tutti i giorni?

“ll sale, il più nobile degli alimenti” Plutarco

“ll sale, il più nobile degli alimenti” Plutarco

Un prodotto della nostra vita quotidiana, sapete da dove viene il sale che trovate sulle vostre tavole? Conoscevo bene le saline da cui, dopo l’evaporazione dell’acqua del mare, il sale viene raccolto. Ma non sapevo che questo può anche essere estratto dalle miniere. Ed è il caso della Svizzera – che era anch’essa ricoperta dal mare milioni di anni fa, su cui poi il sale si è depositato – nel cuore della salina di Bex. Come dei piccoli nani, abbiamo viaggiato su dei mini treni all’interno delle gallerie scavate con i martelli, che si estendevano per più di 50 km fin nelle viscere della montagna per meglio comprendere il processo di estrazione del sale e scoprire la storia di questo ambiente così particolare. Per estrarlo, l’acqua viene iniettata nella roccia per far fondere il sale e poi recuperarlo. Sfruttata dal XVI secolo, la salina ha impiegato più di 300 minatori, che lavoravano in condizioni molto difficili, minacciati in ogni momento dalla presenza di gas di miniera. Oggi, ci sono solo degli ingegneri che lavorano all’estrazione del sale, tutti gli altri impiegati sono legati alla vendita, al turismo… Questo rispecchia anche l’evoluzione delle numerose industrie e della nostra agricoltura.

Oggi, la salina produce ancora più di 30.000 tonnellate di sale utilizzato principalmente per la salatura delle strade, ma anche come sale alimentare. E voi, sapete da dove viene il sale sulle vostre tavole e quali sono le sue condizioni di produzione?

Santon d'Uri, sur les terres de Guillaume Tell : symbole, le taureau, chocolat, neige, sculpture d'une vache. Une très belle journée !

Giorno 2  Canton d’Uri, Aldorf nei passi di Guglielmo Tell : simbolo del canton, il toro, ciccolati dell’Expo 2015, neve, scultura mia di una muca. Une giornata bellissima!

I piatti tradizionali – anticamente locali – l’esempio del salmone del Reno

A Basilea, uno dei piatti tradizionali che ci hanno servito è la torta flambéè al salmone (purtroppo non l’ho potuta assaggiare perché sono allergica al pesce). Tradizionale, ma anche locale, poiché il salmone che un tempo risaliva il Reno fino al XIX secolo è scomparso progressivamente a causa delle dighe e dell’inquinamento. Oggi, un programma per la reintroduzione del Salmone, condotto dal WWF, comincia a portare i suoi frutti, ma rimangono diverse difficoltà: ostacoli sulla riviera, la qualità dell’acqua,…

L’esempio di questo piatto un tempo tradizionale in quanto locale, ed essendosene oggi perdute le radici (il salmone servito veniva più probabilmente dalla Scandinavia) non è che un esempio tra molti: e i piatti tradizionali delle vostre regioni sono sempre legati a dei prodotti locali?

Carnevale: cultura e gastronomia, festa e piacere

Vi raccomando di andare almeno una volta nella vita a questo carnevale – è assolutamente magico – soprattutto la visita della città al mattino al suono dei flauti, dopo aver assistito alla sfilata dell’elite della città. E seguite la tradizione: zuppa di farina alle cipolle, torta al formaggio, vino bianco per festeggiare tutto di primo mattino!

carnaval bale basilea

E i supermercati svizzeri? Il bio e il commercio equo e sostenibile sono molto valorizzati

supermarché suisseIl blog tour ha messo in risalto i super chef, i super prodotti locali, di stagione… ma che ne è del cibo svizzero? Come ho potuto vedere in uno dei supermercati di Basilea, vi sono molti prodotti italiani, pasta, salumi, prodotti francesi, ma anche prodotti freschi non di stagione e non locali e numerosi prodotti industriali e preparati. Come dappertutto in Europa! Tuttavia ho notato – rispetto alla mia esperienza francese e italiana – che i prodotti bio e quelli che provengono dal commercio equo e solidale erano particolarmente valorizzati. Però non posso dire di più, visto che la mia permanenza è stata molto breve.

L’universo dei food blogger: riflesso della passione crescente per la cucina/la gastronomia e le reti sociali…ma che lavoraccio!

Mi sono sentita un po’ l’extraterrestre del viaggio, poiché, per scelta, non mi sono mai comprata uno smartphone… anche se sono la co-realizzatrice di questo blog, cerco di non farmi invadere dalle reti sociali e dall’informazione quotidiana, giacchè nell’ambito del mio lavoro passo gran parte delle mie giornata dietro ad un computer.

Questo weekend è stato per me l’occasione di scoprire un mondo, quello dei food blogger, direi che è un vero e proprio lavoro: i miei compagni di viaggio – che tenevano dei blog a livello professionale o come hobby dopo molti anni – twittavano e stavano su face book ad un ritmo sfrenato, addirittura durante i pasti. Questi blogger hanno tutti avuto numerose opportunità grazie al blog, che ha aperto loro diverse porte. La gastronomia e la cucina sono così alla moda che il loro lavoro è valorizzato, la loro presenza sulle reti sociali permette loro di comunicare con una vasta comunità.

Come me, essi si sentono fortunati di incontrare persone appassionate grazie al loro blog! Pero è soltanto ora, con calma, che vi scrivo per raccontarvi questo bellissimo weekend ;)

Grande diversità di gastronomia e numerose influenze

Non sono rimasta a lungo e, ovviamente, non ho visto tutto della Svizzera, ma ho potuto rendermi conto della grande diversità che la caratterizza: le lingue, l’architettura, la gastronomia, le persone… da un cantone all’altro, avevo l’impressione di viaggiare migliaia di kilometri. E’ incredibile vedere a che punto la cucina e la nostra alimentazione possono riflettere questa diversità di territorio e di culture, e scoprire quello che c’è sul nostro piatto è un buon metodo per comprendere un Paese e i suoi abitanti. Anche il tempo di un weekend, una finestra, un mondo si possono aprire a noi attraverso un piatto.

Questo è stato un super weekend, molto intenso! Sono certa che tornerò presto in Svizzera e che la prossima volta mangerò una buona fonduta. ;)

Lista dei blog:

Aurevoir - SuisseExpo2015

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