Textifood, filiera tessile e alimentare: il ritorno di un’alleanza millenaria verso una maggiore sostenibilitá?

Che legame c’è tra filiera alimentare e filiera tessile? Quale legame tra il mio maglione e i cereali della mia colazione, il mio nuovo pantalone e la buccia delle arance siciliane? Che rapporto c’è con le sfide dello spreco alimentare, dell’economia circolare e piú ampiamente della sostenibilitá?

textifood

Ho avuto delle risposte super interessanti in occasione del mio passaggio a Milano all’inizio di giugno nell’arco dell’esposizione Textifood (Design: lille3000 / Futurotextiles) che si tiene all’istituto francese di Milano nell’ambito di Expo2015 fino al 14 luglio. Grazie ancora a tutte le persone che lavorano per questa expo, in particolare Estelle, per la loro accoglienza!

Lucia

Vestito fatto a partire da fibre di foglie di banana

Vestito fatto a partire da fibre di foglie di banana

Dalla riscoperta dell’uso tradizionale di fibre naturali…

Fin dai tempi antichi, gli uomini hanno utilizzato le risorse naturali che li circondano per nutrirsi, ma anche per vestirsi estraendo dai vegetali le fibre direttamente dai gambi, dalle foglie o dai frutti, o dalle fibre animali (dal baco da seta alla famosa lana).

L’esposizione ci ricorda concretamente – attraverso delle magnifiche creazioni artigianali o lavorate da artigiani venuti da tutto il mondo – fino a che punto questi tipi di tessuti, legati direttamente a delle filiere alimentari, riflettono le ricchezze proprie di ogni territorio: dall’uso delle fibre provenienti dalla foglia d’ananas tessute a mano nelle Filippine, alla seta di banano, al famoso lino, di cui i chicchi e l’olio sono consumati e le fibre estratte dal gambo per essere tessute.

Le virtú di alcune di queste fibre sono ora riscoperte e utilizzate dall’industria tessile: l’ortica per le sue proprietá antisettiche e isolanti, i composti del lino per borse che mantengono il calore, etc.

…all’uso di altre risorse alimentari in fibre tessili artificiali.

Corredino fatto con filo di lino e seacel, fribra di polpa di legno arrichita di polveri di algue buona

Corredino fatto con filo di lino e seacel, fribra di polpa di legno arrichita di polveri di algue buona “per la circolazione del sangue e la rigenerazione della pelle”

Sapevate che è possibile produrre dei tessuti a partire dalla buccia d’arancia, dal caffè, dal latte o dalle alghe? Si tratta in effetti di “fibre tessili artificiali”, che sono ottenute attraverso trattamenti chimici di materie naturali, da non confondere con la fibra sintetica che per la maggior parte risulta dalla sintesi

di composti chimici derivanti quasi esclusivamente da idrocarburi.

Queste fibre sono sviluppate sempre piú per donare nuove proprietá ai tessuti: i fondi di caffè contro gli odori e i raggi ultravioletti, ‘eucalipto per le sue proprietá termiche, la proteina antibatterica del latte. Due punti sono particolarmente legati alle sfide dello sviluppo sostenibile: 1) il fatto che questi tessuti sono per la maggior parte interamente biodegradabili, 2) il fatto che molti di questi tessuti derivano da prodotti che altrimenti sarebbero stati gettati: i residui delle arance delle industrie agroalimentari siciliane che producono  circa 700 000 tonnellate di scarti all’anno (progetto http://www.orangefiber.it/ ), il latte che normalmente viene gettato, i fondi di caffè.

Questi progetti tendono ad un’economia che sia piú circolare, in cui tutte le risorse sono utilizzate, il meno possibile gettate, e in cui sia creato un legame tra le filiere. Tuttavia, rimane lo spreco non giustificato sulla catena di produzione alimentare dalla loro produzione in tessuto e il non privilegiare una filiera sull’altra, per esempio come per il dibattito sui biocarburanti, utilizzare delle risorse agricole solo per fare vestiti.

L’expo è bella, fa riflettere, vi fa interrogare su ció che indossate, ció che mangiate, sulle capacitá d’immaginazione e di innovazione della natura e dell’umano messi insieme.

In breve, sbrigatevi a visitarla! Finisce il 14 luglio.

Un des avis laissé sur le livre d'or de l'expo

Un des avis laissé sur le livre d’or de l’expo

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